A fianco di Yuri Guaiana, difensore dei diritti civili arrestato in Russia

"Yuri sta bene, ora si trova in una caserma a Mosca e probabilmente sarà rilasciato domani dopo il pagamento di una multa". "Eravamo a circa 3-400 metri dalla procura con degli scatoloni per consegnare le firme che abbiamo raccolto, due milioni, quando siamo stati avvicinati da alcuni poliziotti che ci hanno chiesto dove stavamo andando". Vengono in continuazione a farci domande e a chiedere i documenti, in particolare a me il visto. "L'attivista, fermato assieme ad altri quattro colleghi russi, ha riferito di non aver mangiato né bevuto e ha voluto ringraziare "il sottosegretario Della Vedova per l'interessamento" e il console italiano che ha incontrato".

I cinque si stavano recando alla procura generale per consegnare le firme raccolte dalla petizione contro il trattamento dei gay in Cecenia.

"Siamo in contatto con la Farnesina che sta seguendo la vicenda di Yuri Guaiana e gli avvocati sul posto", ha detto Leonardo Monaco.

"Siamo molto preoccupati per l'arresto a Mosca di Yuri Guaiana, attivista di Certi Diritti. Ci hanno requisito tutto il materiale che avevamo con noi, poi siamo stati trasferiti dove siamo adesso", ha raccontato ancora Guaiana.

"Non si tratta di questione di altri - sottolinea Orlando - perché forme di democrazia autoritaria sono riferimento anche per forze che agiscono nel nostro Paese".

"L'arresto a Mosca del nostro compagno Yuri Guaiana, membro del direttivo dell'Associazione Radicale Certi Diritti, è un atto gravissimo. Nessuno deve sacrificare la propria libertà e la propria vita solo a causa di quello che si è e di chi si ama, nè in Cecenia nè da nessun'altra parte". Ho immediatamente informato del fermo di Yuri l'Alto rappresentante Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini che sta attivando la delegazione dell'Unione europea a Mosca. Non è mai avvenuto prima - ha detto Guaiana -, molta della popolazione cecena chiede che si faccia un'inchiesta efficace e che si fermino subito arresti, torture e uccisioni di gay. "La sua azione contribuisce a squarciare il velo sulle discriminazioni e violenze contro le persone omosessuali in Cecenia e sull'autoritarismo del regime di Putin", dichiara Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni ed esponente radicale.

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