VITERBO/ Attivato in Comune il registro del testamento biologico

VITERBO/ Attivato in Comune il registro del testamento biologico

Biotestamento, registro attivo da maggio

Una legge attesa nove lunghissimi anni, costellati da decine di casi, da Piergiorgio Welby ad Eluana Englaro, per finire ai più recenti Dj Fabo e Davide Trentini, costretti ad emigrare in Svizzera per vedersi riconosciuto il "diritto a morire".

Il testo approvato fa riferimento anche alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che sancisce che il consenso libero ed informato del paziente all'atto medico è considerato come un diritto fondamentale del cittadino afferente i diritti all'integrità della persona ed alla Convenzione sui Diritti umani e la biomedicina di Oviedo del 1977. Ora il provvedimento passa al Senato. Il Consiglio comunale ha approvato ieri il registro delle dichiarazioni anticipate di volontà, il cosiddetto "testamento biologico". E' altresì la possibilità di dire no all'accanimento terapeutico (l'emendamento su questo punto è stato approvato nei giorni scorsi alla Camera). Lo scorso 6 marzo è stato proposto dai consiglieri Nino Interdonato e Nicola Crisafi l'istituzione di un registro dove raccogliere i documenti compilati, in un momento in cui si è ancora capaci di intendere e volere, da chiunque voglia lasciare anticipatamente disposizioni su quali trattamenti sanitari si intenderanno accettare o rifiutare nel caso di incapacità di esprimere la propria volontà, nominando un fiduciario al quale affidare le disposizioni.

Il medico può però rifiutarsi di 'staccare la spina' in base al principio dell'obiezione di coscienza. Qualora il malato sia minorenne oppure incosciente, con il secondo articolo si autorizza un tutore legale oppure i parenti più stretti a prendere una decisione al suo posto. "A tal fine, è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative".

Questo spiega l'esistenza dei medici obiettori di coscienza, che non figurano nel testo di legge così nominati, ma sono il bersaglio indiretto degli altri emendamenti. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente.

Una volta compresa l'impossibilità di modificare il ddl i deputati cattolici hanno tentato di escludere l'obbligo per le cliniche cattoliche convenzionate con il sistema sanitario nazionale di rispettare le volontà espresse nelle Dat. Un tentativo che l'Aula ha respinto a scrutinio segreto, bocciando l'emendamento di cui era primo firmatario Gian Luigi Gigli (Ds-Cd) volto ad evitare penalizzazioni "nei rapporti che legano" quelle strutture al Sistema sanitario nazionale. MORTE PER FAME E SETE" "La Camera ha approvato il disegno di legge sulle Dat. Noi ci siamo opposti con tutte le nostre forze perché con esso vuole fare entrare nel nostro ordinamento giuridico l'eutanasia e vi entra nel modo più barbaro: la morte per fame e per sete.

"Il dichiarante determina le sue volontà per eventuali situazioni future in cui non dovesse essere in grado di esprimerle".

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