Mafia: processo Borsellino quater, Corte assise in Camera consiglio

Mafia Borsellino quater la prescrizione salva Scarantino

PAOLO BORSELLINO / Processo strage via D'Amelio: tra i buchi neri anche l agenda rossa del magistrato ucciso

Una tesi che era stata sostenuta in aula da Fabio Repici, avvocato di Salvatore Borsellino, parte civile al processo. Proprio nelle controrepliche, prima che la corte si ritirasse in camera di consiglio, il legale aveva chiesto che Scarantino non venisse condannato, sottolineando il ruolo dei poliziotti che hanno gestito il pentito. Per Scarantino sono stati chiesti 8 anni e sei mesi, mentre per Francesco Andriotta e Calogero Pulci, 14 anni di reclusione ciascuno. I giudici hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato contestato a Vincenzo Scarantino pure lui imputato di calunnia. Ergastolo per Salvuccio Madonia e Vittorio Tutino, entrambi accusati di strage. I falsi pentiti sarebbero autori del clamoroso depistaggio che ha portato alla condanna di sette innocenti per i quali, dopo il passaggio in giudicato del verdetto emesso oggi dalla corte d'assise, verrà avviato il processo di revisione, già chiesto dalla procura generale di Caltanissetta. Dieci anni ai falsi pentiti Francesco Andriotta e Calogero Pulci, chiamati a rispondere di calunnia per le false dichiarazioni rese all'inizio delle indagini. "Non doversi a procedere" per Scarantino, che ottiene l'attenuante per essere stato "indotto a false dichiarazioni". Per tale ragione, a detta del procuratore, "ci sono le prospettive per una ulteriore attività che dovrà essere svolta e verificata". L'esito di questo processo ha un risvolto positivo non solo per l'ufficio, ma anche per i familiari delle vittime che, per la quarta volta, hanno affrontato il loro calvario. "Finalmente è stata riconosciuta la verità - ha detto Gaetano Murana - Mi sono costituito parte civile contro questi finti pentiti perché sono solo dei calunniatori".

La strage di via d'Amelio nella quale perse la vita Paolo Borsellino, simbolo italiano della lotta alla mafia - al pari del collega Giovanni Falcone - resta un caso ancora del tutto aperto, a distanza di 25 anni. Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone commentando la sentenza del processo Borsellino quater.

La sentenza "è un successo ma ciò non toglie che non tutte le tessere mancanti sono state rinvenute - dice Sergio Lari - non sappiamo chi ha imbottito di esplosivo l'autovettura o chi era l'uomo del garage, l'artificere, così come è rimasto un mistero l'agenda rossa".

Altre Notizie