Lunga attesa per Gabriele Del Grande

Turchia, delegazione italiana incontra Del Grande

Gabriele Del Grande vede delegazione del consolato. Alfano assicura: "Pressioni diplomatiche su Ankara al massimo"

Anche nella giornata di oggi sono proseguiti i contatti con la compagna di Gabriele Del Grande e con l'avvocato della famiglia. Ha detto a Repubblica, Alexandra D'Onofrio, compagna di Daniele Del Grande. Dapprima è stato detenuto nel centro di identificazione ed espulsione di Antiochia, per essere poi trasferito nella struttura analoga di Mugla, nel sud della penisola anatolica, dove è trattenuto in isolamento. Ancora non sono chiare le motivazioni del fermo.

"Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato". "La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro", aveva dichiarato Del Grande ai propri familiari.

Ieri 19 aprile, non gli è stata concessa la possibilità di incontrare le autorità consolari né il suo legale.

"Farnesina acceleri il rilascio del giovane giornalista" Anche 100autori, l'associazione dell'autorialità televisiva si spende per il rilascio di Gabriele: "Chiediamo con forza alle autorità italiane e turche di velocizzare la richiesta di liberazione di Gabriele - spiega Andrea Purgatori, portavoce dell'associazione - fermato solo per aver tentato di svolgere il suo mestiere, in un paese, la Turchia, in cui è ormai chiaro che il diritto di cronaca non è più consentito". Ma l'Italia protesta: "Ho chiesto che il tutto venga concluso nei termini più rapidi possibile, nel comune interesse della relazione italo-turca", ha riferito il ministro degli Esteri Angelino Alfano, dopo una telefonata con l'omologo turco. Ho subito interrogatori al riguardo. Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me. Il ministro Alfano ha disposto l'invio a Mugla - dove Del Grande è detenuto - del console d'Italia a Smirne per rendere visita al connazionale e l'ambasciatore d'Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963. È ciò che è successo, secondo quanto risulta, stamani quando appunto una nostra delegazione diplomatica si è recata presso il luogo di detenzione in cui è stato carcerato Del Grande. Oltre ad aver collaborato con giornali come L'Unità, Peace Reporter e Redattore Sociale, ha pubblicato anche tre libri editi da Infinito Edizioni sempre riguardanti il tema dell'immigrazione.

Il presidente della Commissione diritti umani, Luigi Manconi, è preoccupato, anche perché nelle presunte accuse a carico di Del Grande, tuttora non formalizzate, sarebbero emersi "profili di sicurezza nazionale".

Mobilitazione per il reporter toscano trattenuto in Turchia dal 10 aprile.

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