Il vicepresidente Pence tra le due Coree

Pence in visita nella zona demilitarizzata tra le due Coree- EPA

Pence in visita nella zona demilitarizzata tra le due Coree- EPA

La Corea del Nord è pronta a risponde a "qualsiasi tipo di guerra" causata da un'azione militare degli Stati Uniti.

E adesso gli Usa fanno leva sulla Cina affinchè usi "le sue straordinarie leve" per fare pressione affinchè Pyongyang abbandoni le armi: Pence si è augurato che la Cina "faccia di più" per aiutare a risolvere il problema.

La visita di Pence in Corea del Sud arriva il giorno dopo il fallimento di un test missilistico. "Vediamo cosa succede!", ha scritto Trump. Secondo quanto riferito da alcuni siti, sia italiani che degli Stati Uniti, un gruppo di hacker che lavorano per l'intelligence americana potrebbe aver sabotato a distanza i missili. Eppure, i presupposti perché ciò accada ci sono già tutti. L'indiscrezione è stata lanciata (o, sarebbe meglio dire, ripresa) da un politico conservatore britannico, tale Malcom Rifkind, ex ministro degli esteri e della difesa nel governo John Mayor. Lo stesso quotidiano ricorda come, nel 2014, l'allora presidente Usa Barack Obama ordinò che si intensificassero gli sforzi per colpire la capacità missilistica nordcoreana con la guerra elettronica e l'hackeraggio.

Intanto il premier giapponese Shinzo Abe sottolinea l'esigenza di anteporre le trattative diplomatiche prima di pensare a ricorrere all'uso della forza.

Pence si trova in Corea del Sud per l'inizio della visita in Asia e ha deciso di dimostrare il sostegno degli Stati Uniti a Seoul.

Una scelta che deriva dalle leggi adottate il 29 marzo del 2016, quando il Giappone ha diviso le minacce alla sicurezza nazionale in tre categorie: la possibilità dell'aggressione militare, l'ovvia minaccia di aggressione militare e l'aggressione militare (tre categorie che differiscono per piccole, ma significative, differenze lessicali).

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