Gentiloni negli Usa: "Rafforziamo i nostri legami". Stasera incontra Trump

Gentiloni negli Usa:

Gentiloni negli Usa: "Rafforziamo i nostri legami". Stasera incontra Trump

A un mese dal G7 di Taormina, in un momento di grande tensione internazionale, Paolo Gentiloni varca per la prima volta la soglia della Casa Bianca nell'era Trump. Rapporti che potranno essere incrementati e facilitati dall'accordo di libero scambio Ue-Canada Ceta che lo stesso Gentiloni ha lodato e descritto come segno del fatto che l'Europa "ha un ruolo da svolgere contro i protezionismi". E quindi in cima il Mediterraneo, come annunciato nel titolo stesso dell'incontro. Non per questo nell'incontro Gentiloni eviterà di ribadire al Presidente, in vista dell'incontro italiano dei sette grandi, che l'Italia è contraria a una svolta protezionistica.

Gli Stati Uniti in Libia non sembrano volere alcun ruolo se non quello di sconfiggere il terrorismo. A partire dalla Libia, dove Gentiloni definisce "fondamentale" l'impegno "anche politico" degli Usa per dare stabilità al Paese ed evitare che "si divida" anche per l'influsso di altre potenze. Il riferimento è all'Egitto o alla Russia, che per Gentiloni farebbero bene a lavorare per l'unità del Paese e per il successo degli sforzi italiani di stabilizzazione del governo di Serraj.

"Questo - ha evidenziato il premier in un intervento al think thank di destra 'Center for Stategic and International Studies - può essere l'anno della sconfitta di Daesh". "Bisogna tenere alta l'attenzione - ha aggiunto - ma non dimenticare che l'Ue è una straordinaria storia di successo, nella nostra esperienza passata l'Europa ha sempre reagito ai suoi momenti difficili con reazioni positive, possiamo averla anche dopo la Brexit e l'attuale situazione, non sono pessimista".

Alla prima domanda, sono però gli americani che gli chiedono cosa pensava dell'azione di Trump in Siria. "C'è una soluzione militare a Raqqa ma non a Damasco, perché a Damasco deve essere trovata una soluzione politica" coinvolgendo Assad ma anche le opposizioni, sotto l'egida dell'Onu. Ma la loro relazione forzosa - il presidente degli Stati Uniti e il presidente del Consiglio italiano non possono-non-incontrarsi, nei ruoli che rivestono - è, oggi, positiva per necessità storica.

Nel colloquio il presidente americano non avrebbe citato invece il tema a lui caro delle spese che i Paesi Nato si sono impegnati a impiegare per la difesa.

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