Contro il biotestamento, in Molise le campane suonano a morto

Campane

Biotestamento, in Molise i preti suonano le campane a morto. Lorenzin: "Alcuni elementi da rivedere al Senato"

I parroci di Carovilli (Isernia), Castropignano (Campobasso), Duronia (Campobasso), Pietrabbondante (Isernia), Salcito (Campobasso) nel giorno dell'approvazione alla Camera dei deputati delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) - nell'ambito della legge sul biotestamento - hanno suonato le campane a morto, facendo anche affiggere a Pietrabbondante un necrologio.

Don Mario Fangio non è nuovo a questo tipo di proteste: nel maggio del 2016 fece suonare le campane a morto per contestare l'approvazione della legge sulle unioni civili. "Oggi è morta un'istituzione secolare". E' la singolare iniziativa dei alcuni parroci per "evidenziare la dimensione delittuosa di questa normativa che invece di servire la vita ne accelera la morte", come spiega il promotore don Mario Fangio della chiesa di Santa Maria Assunta di Carovilli. "Con queste l'Italia ha scelto di far morire e non di far vivere". "Invitano anche tutti a una seria riflessione, a emendare sostanzialmente al Senato la norma, e bocciarla addirittura come inutile, potendo fare riferimento già alle normative sull'accanimento terapeutico e cure palliative", si legge nella nota diramata dai sacerdoti.

Contro la norma si è espressa pubblicamente la Cei.

Negativo il giudizio sul biotestamento del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei: "Rimane un testo nel quale non possiamo riconoscerci, pur rilevando l'impegno con cui alcuni hanno cercato di migliorarne singoli aspetti".

Nella legge suo biotestamento, infatti, si identifica come accanimento terapeutico anche la nutrizione e l'idratazione. Esonera, inoltre, il medico da ogni responsabilità derivante dalla scelta del paziente di non sottoporsi a terapie, ma gli riconosce la possibilità di essere obiettore di coscienza e, quindi, di rifiutarsi ad esempio di staccare la spina.

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