Test del sangue individua il tumore: la svolta che salverà molte vite

Test del sangue individua il tumore la svolta che salverà molte vite

«Vorrei dare gratis a tuttiil mio test anti-cancro»

Il suo test richiederà ancora finanziamenti, che però l'oncologa seleziona accuratamente per evitare che qualcuno decida di influenzare i risultati delle ricerche.

La biologa cellulare molecolare Patrizia Peterlini, italiano docente in Francia già nel 2016 aveva presentato il nuovo test per la diagnosi anticipata del tumore messo a punto da lei della sua équipe. Ovvero quelle che al momento non creano particolari sintomi o problemi ma che, con il tempo, potrebbero sviluppare masse patologiche. Questa lotta senza quartiere vede tra i suoi protagonisti l'oncologa reggiana Patrizia Paterlini-Bréchot.

Tutti sappiamo che oggi, al fine di diagnosticare un tumore, dobbiamo necessariamente sottoporci a radiografie o risonanze magnetiche. E' sufficiente un esame del sangue per indicarci con chiarezza scientifica e istologica che dentro di noi si sta sviluppando un tumore. Oltretutto utilizziamo ancora sistemi abbastanza primitivi se vogliamo, come quelli della chemioterapia.

Quando inizia a crescere, qualunque tumore maligno è sempre piccolissimo, di dimensioni inferiori ad un millimetro, e prima che si renda "visibile" e che dia segno di sé impiega dai quattro ai cinque anni, ma già dall'inizio provoca lentamente il rilascio di alcune sue cellule, che si distaccano da lui e si disperdono nel sangue, dove restano per un tempo lunghissimo libere, fluttuanti e non "adesive", impiegando anni a rafforzarsi per diventare aggressive, fino a quando si infiltrano nei capillari degli altri organi che incontrano nel loro percorso e dove attecchiscono moltiplicandosi velocemente e generando le pericolose metastasi, le quali poi crescono in modo esponenziale aggredendo l'intero organismo. Invece Iset ci dice se le cellule tumorali ci sono o non ci sono. La seconda analisi consiste in un'analisi cito patologica che permette di dire in modo precise senza errori se ci sono cellule tumorali nel sangue. Questo ha sempre reso l'individuazione delle cellule tumorali in circolo un'impresa quasi impossibile, trattandosi di cellule rarissime: una per millilitro di sangue (quindi una cellula per 5 miliardi di globuli rossi e 10 milioni di globuli bianchi). Come cercare un ago nel pagliaio, in pratica. L'Iset test è infatti una sorta di "caccia" alle cellule tumorali circolanti. Con l'ISET sarà possibile sapere da dove sono partite e monitorarle fino allo sviluppo e alla conseguente asportazione chirurgica. Per i pazienti si seguono le linee guida, uguali per tutti. Il test oggi è valido solo per i tumori maligni solidi, non per quelli liquidi del sangue come le leucemie o i mielomi, costa 486 euro in Francia, e in Italia a breve arriverà presso le più importanti strutture sanitarie di Milano e di Roma, mentre è già accessibile presso l'Università degli Studi Federico II di Napoli, dove viene applicato con successo su pazienti già ammalati di cancro in trattamento chemio e radioterapico, per testare l'effetto positivo o negativo delle terapie in atto, per individuare con largo anticipo le eventuali recidive, o per verificare la remissione completa della malattia in quelli considerati guariti.

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