La ministra Lorenzin dice che "Report" ha fatto disinformazione sul vaccino Hpv

La puntata anti-vaccinista di Report fa infuriare i medici

Vaccini: bufera dopo un'inchiesta di Report. Ma è decisivo fare più informazione

Anche Giorgio Palù, presidente della Società italiana di virologia, è sceso in campo contro Report, definendo la trasmissione "un grave atto di disinformazione".

Tra i primi a schierarsi contro la puntata di Report dedicata al vaccino Hpv è stato il virologo e docente di microbiologia all'Università Vita-Salute San Raffaele, Roberto Burioni. "Domandiamo a tutti i cittadini di sorreggere Report perché l'Italia ha necessità di un giornalismo indipendente che dia informazioni di qualità".

La sua dichiarazione è molto chiara: la libertà di opinione va sempre valutata molto approfonditamente. "Non è accettabile che si giochi con le paure degli italiani, mettendo alla berlina una delle principali armi che abbiamo contro l'insorgenza delle malattie e rischiando di vanificare anni di lavoro che hanno portato sulla strada della eradicazione di alcune importanti patologie del passato". Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Nel mirino, innanzi tutto, l'inchiesta sul vaccino contro il Papilloma virus. Fatto che è stato subito smentito dalle varie ricerche effettuate su migliaia di pazienti che hanno potuto giovare della vaccinazione. Ma ci sono anche fortissime polemiche per come è stata trattata la vicenda della vaccinazione anti-Hpv, noto come "papilloma virus", e i presunti effetti avversi a questo tipo di vaccino per prevenire il tumore al collo dell'utero. È stata solo chiarita la dinamica del farmaco-vigilanza, ovvero il fatto che nelle 36 ore successive a una qualsiasi vaccinazione ci potrebbero essere degli effetti collaterali pesanti. Questo è ciò che si legge in una glossa diffusa dall'ufficio comunicazione del M5S al Senato.

La Rai finisce nella bufera per la puntata di Report sui vaccini. Nel pomeriggio, l'azienda era già intervenuta per sottolineare il massimo supporto "alla scienza e ai vaccini", e l'avvio di una nuova campagna, "massiccia e pervasiva", pronta "entro giugno", ma la presa di posizione non ha fermato le polemiche che sono presto diventate politiche con annunciate interpellanze parlamentari da parte del Pd. Ciò è da attribuire alle campagne di screening (prevenzione secondaria) sia di 1°livello (pap test, Hpv test) che di 2°livello (colposcopia, biopsia) e, più recentemente, alla vaccinazione anti HPV (prevenzione primaria).

"Il Pd - si legge in un post pubblicato sul blog del leader del MoVimento 5 stelle - non è intoccabile". L'utilizzo del vaccino non esonera, in nessun caso, dall' adesione ai programmi di screening (Hpv test, Pap test).

Il Papilloma virus (HPV) è un gruppo di più di 200 virus.

Tutti e tre i vaccini vengono somministrati attraverso una serie di tre iniezioni attraverso il tessuto muscolare nell'arco di tempo di 6 mesi. È consigliato e gratuito per la coorte di ragazzine tra gli 11 e i 12 anni e la riduzione delle lesioni precancerose nelle ragazzine vaccinate è alta. L'inchiesta, spiega, si è soffermata sulla segnalazione delle reazioni avverse ai vaccini e sul "reclamo dei medici danesi al Mediatore europeo, che ha il compito di vigilare anche sui metodi con cui i vaccini entrano sul mercato, che è stato accolto".

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