Champions League: il Barcellona non punge, Juve in semifinale

La Juventus è in semifinale di Champions League dopo lo 0-0 di Barcellona. Il commento di Allegri

Barcellona-Juve, le pagelle di CM: Chiellini insuperabile, Messi sprecone

LA PARTITA - La Juventus è in semifinale di Champions League! Abbiamo fatto una grande gara contro un grandissimo avversario: normale che il Barcellona giocasse così, noi però abbiamo sofferto il giusto. Non a caso, nel primo tempo, solo una conclusione di Messi (a lato) ha regalato brividi al Buffon, per il resto il pacchetto di mischia messo insieme da Allegri e la straordinaria capacità di difendersi dei campioni d'Italia hanno circoscritto i pericoli.

Uno. Forse non è un record. La Juventus ha infatti raggiunto un livello di efficienza difensiva superiore. "Dybala sta bene, ma fortunatamente stanno bene tutti" spiega Allegri: "Ho pochi dubbi, ma tatticamente potrebbe cambiare qualcosa". Solo che ha trovato un Juve fortissima, con la difesa più forte della Champions. Ci va più vicino di tutti Cuadrado, ma la sua mira non è precisa. E se mai la Juve dovesse pescare il Real Madrid nella semifinale di Champions (sorteggio in programma domani a Nyon), i bianconeri possono essere sicuri di avere nuovi tifosi blaugrana al loro fianco. Si vede Messi che prova a superare Buffon, decisivo il tocco di Chiellini che manda il pallone in angolo. In media la Vecchia Signora subisce oltre un tiro a match in meno rispetto alle altre semifinaliste. Era dal 2013 che i bianconeri non mantenevano la porta inviolata in Europa per cinque partite di fila. E così la Juventus, con tutte le stelle d'attacco in campo, ma sistemata (soprattutto nella ripresa) con un compatto 4-5-1, rischia poco o nulla. Resterebbero ancora le semifinali, da passare, e la Coppa, da vincere. Questa volta è stato Neymar, anche se i tiri più insidiosi li ha calibrati proprio la Pulce, abbonato alle barbe ai pali.

Questo implica però un ulteriore arretramento della linea di difesa bianconera, che in questo modo copre maggiormente l'area di rigore ma lascia più spazio alle verticalizzazioni degli spagnoli.

Certo, la maturazione di alcuni giocatori può avere influito su questo indicatore. A cominciare da Luis Enrique, che si era sbilanciato fino al punto da pronosticare tre gol in tre minuti: un po' troppo anche per il più ottimista della Sagrada Familia. Numeri che non sono soltanto cifre crude, ma che rappresentano la prova tangibile di una solidità e di una compattezza da macchina praticamente perfetta.

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