Cancro, test anti tumori. TEST ANTI-CANCRO, scopri subito se sei malato

«Vorrei dare gratis a tuttiil mio test anti-cancro»

Uccidere il cancro si può. Con la prevenzione

È un titolo appassionato.

Il test, che andrebbe ripetuto ogni sei mesi, è a disposizione da circa un anno e mezzo e con questo sistema - racconta Paterlini-Bréchot al Corsera - "il professor Paul Hofman a Nizza ha scoperto cellule tumorali nel sangue di cinque pazienti a rischio, fumatori affetti da broncopatia, ben prima che il cancro al polmone fosse visibile". Nata a Reggio Emilia, Patrizia Paterlini si laurea a Modena. Da quel giorno, ha deciso di dedicare completamente la sua carriera a sconfiggere il cancro. Era ammalato di tumore al pancreas e ormai gli mancavano pochi giorni di vita. Il suo ultimo sguardo è stato rivolto a me, occhi spalancati che mi accusavano: "Mi hai tradita!".

Grazie alla diagnosi precoce, molte persone si sono salvate e hanno potuto curare una malattia che poteva non venir scoperta per tempo.

Ecco ISET (Isolamento per dimensioni delle cellule tumorali), questo è il nome del test per la diagnosi prece del cancro creato dall'oncologa Patrizia Paterlini-Bréchot che si realizza con un semplice prelievo del sangue. Il Corriere della Sera oggi in edicola le dedica una lunga intervista in occasione dell'uscita in Italia del suo libro, "Uccidere il cancro" (Mondadori): un'autobiografia personale e scientifica - ricca di amore per la ricerca e di empatia con il dolore - che indaga le ragioni profonde della sua scelta professionale, a partire dal "paziente zero", la cui morte è stata la molla che le ha fatto dichiarare guerra al cancro. Il test oggi è valido solo per i tumori maligni solidi, non per quelli liquidi del sangue come le leucemie o i mielomi, costa 486 euro in Francia, e in Italia a breve arriverà presso le più importanti strutture sanitarie di Milano e di Roma, mentre è già accessibile presso l'Università degli Studi Federico II di Napoli, dove viene applicato con successo su pazienti già ammalati di cancro in trattamento chemio e radioterapico, per testare l'effetto positivo o negativo delle terapie in atto, per individuare con largo anticipo le eventuali recidive, o per verificare la remissione completa della malattia in quelli considerati guariti.

Con quale frequenza bisognerebbe ripetere il test? È un numero importante che evidenzia il peso della patologia oncologica e lo sforzo continuo per migliorare la sopravvivenza dei pazienti non solo in termini quantitativi ma anche di qualità di vita. "Per noi è più facile perché ce lo abbiamo in casa, è difficile dire al pubblico "bisogna ripeterlo ogni sei mesi" quando non è rimborsato".

"Il problema è anche culturale, sta nella differenza tra quel che i medici sono pronti a fare su sé stessi e quello che fanno ai pazienti". Gli interventi clinici possono essere rivolti al singolo paziente e alcuni colloqui, particolarmente delicati, sono gestiti in modo congiunto al medico oncologo di riferimento, in mia presenza, per una sinergia di competenze.

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