Biotestamento, la Camera approva. Adesso il testo passa al Senato

Diritti

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"Con l'approvazione della legge sul testamento biologico un passo fondamentale è stato fatto per l'applicazione dell'articolo 32 della Costituzione secondo il quale nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario".

Il ddl sul biotestamento è stato approvato alla Camera dei Deputati, con 326 voti a favore, 37 contrari e 4 astenuti. Difatti, oggi alla Camera la maggioranza è stata di quelle più strane: una collaborazione tra Pd e M5s, che hanno consentito alla legge di ottenere il voto positivo. "Essa continua al Senato dove i rapporti di forza sono diversi e noi contiamo che i colleghi del Senato la proseguano fino alla vittoria", si legge in una nota congiunta firmata dai deputati cattolici Paola Binetti e Rocco Buttiglione (Udc), Raffaele Calabrò (Ap), Benedetto Fucci (Cor), Gianluca Gigli (Des-Cd), Cosimo Latronico (Cor), Domenico Menorello (Civici e Innovatori), Alessandro Pagano (Lega Nord), Antonio Palmieri (fI), Eugenia Roccella (Idea) e Francesco Paolo Sisto (Fi). Ora la legge passa all'esame del Senato. "Questa legge ha in sè una grandissima contraddizione- ha detto Maurizio Lupi, capogruppo di Ap - ovvero, mentre ilprincipio fondamentale che la ispira è la tutela della vita edella salute dell'individuo, poi però la contraddizione esplodenelle norme che regolano come porre fine alla vita, ma èimpossibile perché non può esistere il diritto alla morte". Laura Ravetto e Stefania Prestigicomo, deputate di Forza Italia, hanno votato invece a favore della proposta di legge s. Il gruppo di azzurro infatti aveva lasciato libertà di coscienza ai suoi componenti.

Ma che cosa prevede il disegno di legge?

Altri possibili appigli per il boicottaggio della legge sono i riferimenti alla "deontologia professionale" del medico (che non dovrebbe in alcun modo intaccare il diritto all'autodeterminazione del paziente) e all'assistenza psicologica per chi chiede l'interruzione delle terapie (con il rischio di ritardi ingiustificati nel rispetto delle volontà del paziente).

"Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciarvi". Inoltre, "nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure". Il paziente quindi indica "una persona di sua fiducia (fiduciario) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie". Approvato anche l'articolo 1 della legge che regolamenta il consenso informato, bocciata la richiesta centrista di fare un distinguo per le cliniche private.

"Quello che adesso si vuole legittimare -aggiungono- è l'abbandono terapeutico ed il rifiuto di offrire il sostegno minimo della solidarietà umana".

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