CLAMOROSO - De Laurentiis: "Higuain voleva che cedessi Callejon, un ricatto"

Daniele Leone  LaPresse

Daniele Leone LaPresse

Il produttore cinematografico non risparmia frecciatine al 'Pipita': "nella seconda stagione - dice a El Pais - abbiamo perso la qualificazione in Champions perché sbagliò il rigore decisivo". L'ho chiamato per mesi, mi ha detto che dovevo aspettare. Quelli che non sono così, meglio venderli dopo tre anni. "Anche a Madrid non ha mostrato quello che ha mostrato a Napoli". È innamorato pazzo della città che ha dato le origini ai Beatles... Sembrava un napoletano, era simpatico, mi invitò a mangiare e facemmo il contratto. Il suo vero obiettivo nelle dichiarazioni, però, è proprio Gonzalo che nel corso della scorsa stagione avrebbe fatto arrivare a De Laurentiis tramite il suo procuratore e fratello la richiesta di cedere Callejon perché poco adatto al suo tipo di gioco. Ma ci sono giocatori che accettano di essere considerati come parte della mia famiglia e mi considerano un padre. Così pensammo a Benitez, andammo a Londra e ne rimanemmo colpiti. Il presidente del Napoli voleva Massimiliano Allegri al quale nel 2013 propose un contratto, tuttavia non se n'è mai fatto nulla perché l'allenatore livornese prese tempo per dare una risposta definitiva e questo ha fatto si che i riflettori si spostassero verso un altro obiettivo, Benitez appunto.

Com'è finita con Benitez?

Benitez mi disse che la moglie e le figlie non volevano trasferirsi. "Questo non è mio, ma un tuo problema". L'altro chiedeva il violino. Poi arrivò quella sconfitta incredibile con il Bilbao, non dico che lo fece apposta, ma la testa non era con il Napoli.

Higuain voleva che il Napoli cedesse Callejon: "Ma io non accetto ricatti". A quel punto gli dissi: "Caro Rafa, puoi esercitare l'opzione e restare". Ma forse la sua mente era altrove, o voleva andare in un'altra squadra.

Non lo poteva tenere un terzo anno. "Ero felice per lui al Real ma sapevo che sarebbe stato in pericolo". Ci sono giocatori, stelle viziate, che si mettono contro l'allenatore e così si possono condizionare le prestazioni. Finale su Maradona: "Difficile stare a Napoli nella sua ombra?"

Ma anche nell'imminenza della grande serata, il presidente azzurro non manca di dedicare qualche parola a quel Gonzalo Higuain il cui addio non è mai stato perdonato a Napoli e dintorni: "Se lo considero un successo o un fallimento?" L'ombra di Maradona è un privilegio. Fare il presidente a Napoli è un onore", ha proseguito, "nei miei 12 anni di gestione, il Napoli è l'unica squadra italiana che ha partecipato per sette anni consecutivi alle competizioni europee. "Ma essendoci stato Maradona, sembra non abbia fatto niente!" "Ho un'idea del calcio come la pellicola si basa sul pubblico, e vorrei una Serie A solo di squadre in grado di generare pubblico e conti in ordine".

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