Commercio, la desertificazione raggiunge i centri storici delle città

Confcommercio chiudono negozi del centro meno librerie e giochi

Commercio, la desertificazione raggiunge i centri storici delle città

Prosegue il trend in calo dei negozi e delle attività di impresa in particolare nei centri storici delle città dove scompaiono librerie, negozi di giocattoli e di abbigliamento. In termini assoluti abbiamo perso 109 esercizi in sede fissa in centro storico e 5 nelle periferie a fronte di un dato negativo in centro storico per alberghi, bar e ristoranti con gli alberghi che scendono di 15 unità (mentre bar e ristoranti chiudono il raffronto a zero) per essere rimpiazzati da quanti hanno aperto in periferia.

Il boom di ambulanti al Sud Al Mezzogiorno, quello degli ambulanti, è un vero e proprio boom di venditori ambulanti cresciuti nei centri storici delle città di provincia dell'85,6% e del 25,3% nelle periferie, dal 2008 al 2016.

In concomitanza con la presentazione in sede nazionale, dell'analisi su come sono cambiati i centri storici di 40 comuni italiani, capoluoghi di provincia, di medie dimensioni, Confcommercio Benevento illustra i dati della nostra città.

"Al Nord si evidenzia una crisi con razionalizzazione delle strutture commerciali mentre al Sud si registra un'evoluzione disordinata, soprattutto in Puglia e in Sicilia - ha spiegato il direttore dell'Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella -".

Dall'indagine emerge che, fra il 2008 e il 2016, il numero di negozi in sede fissa è sceso del 13,2% nelle città italiane, un fenomeno più marcato nei centri storici che in periferia (-14,9% contro -12,4%). Infine la sopravvivenza del negozio nel centro storico dipende anche dal livello dei canoni di affitto e, in particolare, dal rapporto tra canoni nel centro e in periferia: "ogni 10% di incremento di questo rapporto comporta, a parità di altre condizioni, una riduzione dell'8% dei negozi del centro: "630 chiusure su 3.470 nel periodo 2008-2016 sono spiegate da questo fenomeno, oltre il 18%". Secondo Confcommercio, l'incremento dell'età media ad esempio scoraggia la permanenza del negozio nel centro storico, mentre la densità della popolazione e quella abitativa sono invece correlate positivamente.

Nel dettaglio, a chiudere nei centri storici sono soprattutto negozi di libri e giocattoli con una diminuzione del 23,4% e vestiario e tessile -16,4%. In controtendenza solo farmacie e i negozi di telefonia e Ict domestico. E' una trasformazione che deve far riflettere, perchè alla chiusura di un negozio del centro storico non c'è una riapertura in periferia. La causa? Prevalentemente i canoni di affitto più elevati rispetto a quelli delle periferie. Una tendenza solo in parte attenuata dalla crescita del numero di ambulanti, alberghi, bar e ristoranti.

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