Fuggono in tre da Sollicciano calandosi con un lenzuolo Cronaca

Tre detenuti evadono dal carcere di Sollicciano è caccia all'uomo   
                       
                
         Oggi alle 09:30

Tre detenuti evadono dal carcere di Sollicciano è caccia all'uomo Oggi alle 09:30

Continua su tutto il territorio nazionale la caccia all'uomo, anzi agli uomini, dopo la fuga di tre detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano, lunedì 20 febbraio intorno alle 20.

I tre rumeni - definiti "pericolosi" dalle forze dell'ordine - sono tuttora ricercati dalla polizia.

Ciocan Danut Costel, Bordeianu Costel e Doncin Constantin Catalin i loro nomi. Come riportano le agenzie, tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è quella che i tre romeni siano fuggiti a bordo di un'auto guidata da un complice che li attendeva vicino al carcere. La polizia e i carabinieri hanno rafforzato i controlli anche nelle stazioni ferroviarie e degli autobus e sono stati allestiti posti di blocco.

Nel mentre, arrivano parole dure di denuncia da parte di Donato Capece del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria: "Il muro di cinta non è sorvegliato perché è stato chiuso in quanto pericolante".

"Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati gli eventi critici in carcere - ha concluso il leader del Sappe - Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla".

Chi sono i detenuti evasi - I tre detenuti potrebbero essersi allontanati in macchina: forse c'era qualcuno ad attenderli. "Anche in gennaio - evidenzia - avevamo fatto una nota segnalando il pericolo che ci poteva essere. In quella zona anche la pattuglia automontata non ci può andare perchè l'area è chiusa". "L'inagibilità del muro di cinta era stata già denunciata da un anno e mezzo e l'amministrazione penitenziaria, oltre a fare sopralluoghi non ha provveduto a porre in essere soluzioni al problema denunciato", ha dichiarato invece Giuseppe Proietti Consalvi, vicesegretario generale dell'Osapp, Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria.

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