Capitolo chiuso: Paolo Berdini si è dimesso

"Non si può continuare così", ha dichiarato. Tra l'altro, nell'incontro che si è svolto oggi sullo stadio della Roma tra la società giallorossa e il Comune, Berdini non era presente.

"Era mia intenzione servire la città mettendo a disposizione competenze e idee".

E - infatti - la polemica torna a tutto tondo nelle parole dell'ex assessore: "Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l'emergenza abitativa, l'unica preoccupazione sembra essere lo stadio della roma". Se la Raggi vuole fare questa battaglia mi troverà al suo fianco. Alla luce di questa registrazione si deve concludere che il cronista avrebbe rispettato il dovere deontologico di rendersi palese. "Ma non mi ha mai detto che stava registrando".

Successivamente il direttorio del M5S ha preso in mano la situazione, modificando il codice etico e blindando la posizione del primo cittadino non si sa se per fiducia o per convenienza elettorale.

Paolo Berdini scende dal carrozzone pentastellato. "Per questo gli siamo vicini e speriamo che la Sindaca sappia apprezzarne le qualità, tenendolo in giunta". Da mesi il sottoscritto lavora per riportare la materia urbanistica e l'affidamento degli appalti pubblici nella più assoluta trasparenza. "Ci sta aiutando e sta collaborando con tutte le strutture".

"Ho incontrato Virginia Raggi in Campidoglio: le ho ribadito la stima che merita. Se Berdini invece venisse fatto fuori non sarà certo per i gossip, ma perché politicamente il M5s di Virginia Raggi cede ai poteri forti della città e accantona l'opportunità di riprogettare urbanisticamente la città in sintonia con l'ambiente e rendendo fruibili gli spazi urbani per una rinnovata socialità".

"Impreparata" e accerchiata da "una banda". "Insieme a una complessiva azione di rientro nella legalità che la giunta Raggi, seppur tra incertezze e inadeguatezze, ha portato avanti finora" spiega l'assessore, secondo cui si tratterebbe "della più grande speculazione immobiliare del momento in Europa". E dare conferma alle sue osservazioni c'è Francesco Sanvitto che di quel tavolo è il responsabile e che continua a ripetere da settimana l'esigenza di cancellare la delibera di pubblica utilità votata dall'amministrazione Marino: "I "tavoli tecnici" che stanno "trattando" riduzioni servono solo a farci arrivare allo scadere del tempo (pochi giorni) perché il progetto non é modificabile se non dopo l'annullamento della delibera di Marino".

Implacabile il giudizio sulla sindaca di Roma: "Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre". Si è messa in mezzo a una corte dei miracoli. Come se ne esce?

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