Referendum costituzionale: stravince il no, Renzi annuncia le dimissioni

Questa la sintesi del discorso di Matteo Renzi, che dopo aver preso atto della netta vittoria del "No", è andato in diretta TV ad annunciare che si dimetterà dalla carica di Presidente del Consiglio. Tra le voci del Partito Democratico quella di Roberto Speranza che chiarisce: "Non abbiamo mai chiesto le dimissioni di Renzi".

Solo il 4% degli italiani voleva la riforma, il rimanente 96% o non la voleva o era indifferente.

Occorre qui fare un piccolo passo indietro, e parlare di quello che ha costituito la miccia iniziale della campagna: il quesito.

Sempre ai microfoni di praticamente tutte le televisioni italiane, Renzi ha affidato un elenco degli obiettivi raggiunti nei poco più di mille giorni di governo, per poi chiudere affermando che l'esperienza "finisce qui". Lo rimarca un'analisi del Financial Times, che sottolinea come la sconfitta del Sì sia stata così devastante da rendere difficile la prosecuzione della legislatura, così come trovare un accordo per una nuova legge elettorale. Volevano un governo italiano ed europeo, forti verso i cittadini e deboli verso le banche.

Un'affluenza record ha caratterizzato la tornata referendaria. "Viva l'Italia che partecipa e crede nella democrazia", ha poi concluso. Oggi il popolo italiano ha parlato in modo inequivocabile. Per tutti gli scenari possibili ti consigliamo di leggere "Referendum 2016, che succede se vince il No", mentre di seguito trovate alcune importanti dichiarazioni rilasciate da Silvio Berlusconi riguardo ad una possibile collaborazione con il Movimento 5 Stelle. Per il referendum sulle trivelle voto' all'estero il 19,73% degli aventi diritto. I tempi potrebbero essere anche più stretti del previsto, con un incontro che potrebbe esserci già in mattinata.

Nell'avvicinarsi del momento elettorale, ha totalizzato così ore e ore di interviste e servizi, approfittando di ogni minima inaugurazione per promuovere le ragioni del SI.

Si apre adesso una fase di incertezza politica. "Ora c'è massima fiducia nel lavoro di Mattarella".

La libertà di voto, è stata buttata nella spazzatura. Nel dire che "l'Italia va cambiata, ma non vivacchiando" e nel riconoscere subito la sconfitta: "Io ho perso".

E tutto ciò è un precedente pericoloso per le future modifiche costituzionali, e rischioso per la nostra democrazia.

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