Subì il trapianto del pene: arriva per lui una bella notizia

Possono inoltre sottoporsi al trapianto i pazienti affetti da tumori rari del pene o anomalie genetiche e le vittime di ferite d'arma da fuoco che hanno riportato traumi agli organi genitali.

Nulla di strano quando si sente parlare di un trapianto di rene, fegato, intestino, polmone o addirittura cuore.

Il paziente sottoposto al primo trapianto del pene della storia è un giovane ventunenne al quale è stato amputato il pene tre anni fa per complicazioni a causa di una circoncisione alla quale è seguita un'infezione estesa provocata dall'uso di strumenti rudimentali e non adeguatamente sterilizzati.

Eseguto altre 3 volte. "La tecnica usata è molto simile a quella che si impiega per il trapianto di faccia", ha aggiunto Vincenzo Mirone, direttore della clinica urologica all'Università Federico II di Napoli e segretario generale della Società Italiana di Urologia -.

L'intervento, sostenuto ormai quasi tre mesi fa, è andato a buon fine ed il paziente ha riacquistato tutte le funzionalità urologiche e sessuali. Dopo questo primo trapianto, ne sono stati effettuati altri tre nel mondo su altri pazienti giovani che stanno rispondendo in maniera ottimale. Sembra proprio di sì.

Il trapianto del pene è stato eseguito in Sudafrica nel dicembre 2015 e definito "un miracolo" dallo stesso Van Der Merwe.

"Sebbene non abbia ancora acquisito il massimo della sensibilità, proprio perché i nervi sensoriali sono estremamente sottili e si deteriorano molto velocemente, il paziente ha comunque recuperato in brevissimo tempo le capacità urologiche e sessuali che gli hanno permesso di avere erezioni e rapporti sessuali normali" continua il professore. Il pene da trapiantare è stato prelevato da un cadavere e l'intervento microchirurgico è durato 9 ore. Un sessantenne iperteso difficilmente potrebbe ottenere un risultato brillante come quello del ragazzo. Solo nel Sudafrica si stimano almeno 250 casi ogni anno. "L'intervento, perciò, rappresenta una speranza per molti uomini che hanno una qualità di vita drammaticamente bassa e come unica alternativa l'uso di una protesi". Nonostante sia difficile da digerire, l'operazione aveva permesso al ragazzo di recuperare a pieno le sue funzionalità urologica e sessuale in tempi da record: solamente 3 mesi. E adesso sta per diventare padre. "Stiamo parlando di un protocollo sperimentale e l'immunosoppressione è un limite enorme per questa chirurgia". "Nel mio Paese gran parte della popolazione si sottopone a rituali che prevedono l'asportazione del prepuzio in età giovanile: - conclude Van Der Merwe - molto spesso si parla delle mutilazioni genitali femminili, eppure sono tanti gli uomini coinvolti in deturpazioni tribali".

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