Scuola, mobilità docenti ultime notizie

Scuola, mobilità docenti ultime notizie

Scuola, mobilità docenti ultime notizie

Sul concorso scuola 2016, e in particolare sulla situazione delle commissioni e sull'alto numero di bocciati, interviene anche la Flc Cgil che si pone domande su come si sta svolgendo la selezione bandita dal Miur.

Oltre alle destinazioni, un altro aspetto che ha generato rabbia e sconcerto nei docenti è dovuto alle modalità con le quale sono stati effettuati i trasferimenti.

Ma sulla vicenda arrivano le precisazioni da Viale Trastevere: "Non c'è alcun errore nell'algoritmo della mobilità, che non è un'invenzione ministeriale ma la traduzione matematica del contratto di mobilità siglato con i sindacati", specificano dal Miur.

La protesta dei docenti meridionali costretti in dodicimila al trasferimento coatto nelle regioni del nord a causa degli esiti nefasti della mobilità nella scuola continua senza sosta e anche oggi siamo scesi in piazza sia a Palermo che a Napoli, per manifestare il nostro dissenso.

Il primo punto affrontato da Davide Faraone è la delicata assunzione a tempo indeterminato che ha coinvolto ben 90mila docenti. A rientrare sono insegnanti che per anni hanno lavorato fuori dalla loro regione. Tra le richieste, c'è quella dell'ampliamento di disponibilità per le assegnazioni provvisorie di cattedra, "altrimenti sarà impossibile restare vicino casa e ci sarà una catastrofe sociale".

Da Viale Trastevere ricordano, con l'occasione, che da quest'anno, per la prima volta, gli insegnanti non verranno più assegnati alle istituzioni scolastiche attraverso meccanismi legati a punteggi e anzianità, ma con un sistema che consentirà alle scuole di individuare fra i docenti presenti nel loro ambito territoriale quelli che più corrispondono, per profilo, alle necessità dell'offerta formativa. Secondo quanto denunciato dai manifestanti, ci sarebbero stati spintoni nei confronti di chi ha cercato di superare la barriera delle forze dell'ordine a protezione del Palazzo della Prefettura.

L'unico saggio consiglio che mi verrebbe rispettosamente di esternare, con l'umiltà di semplice docente innamorata del suo lavoro, con la passione di chi non sostituirebbe la propria professione per nulla al mondo, che conosce il valore del sacrificio, della gratitudine, ma anche del dissenso pacifico e costruttivo, ove necessario, è quello di evitare questo trend offensivo, questo "infierire dal pulpito", questa attitudine al disprezzo, che appare quasi un Mantra fine a se stesso, un disco rotto, ormai noioso nella sua fastidiosa ripetitività e di cercare, insieme a questi docenti, considerati, spesso ingiustamente, "non Buoni", neo- immessi però in una "Buona scuola", di attenzionare e modificare, magari rivedendolo con accuratezza, ciò che semplicemente non ha funzionato. "Credo che questo sia il modello più funzionale affinché la scuola sia veramente buona".

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