Brexit, Farage si dimette: "Obiettivi raggiunti"

Nigel Farage

Brexit, Farage si dimette: "Obiettivi raggiunti"

Il leader dell'Ukip, Nigel Farage, ha annunciato le sue dimissioni.

Parole che stridono con la decisione di restare deputato in Parlamento europeo, mantenendo anche la carica di presidente del gruppo euroscettico Efdd, a cui partecipa anche il Movimento 5 Stelle. "La vittoria del Leave nel referendum significa che la mia ambizione politica è stata raggiunta". L'annuncio a sorpresa è arrivato nell'ambito di una conferenza stampa organizzata per rendere noti i programmi futuri della sua formazione politica, il Guardian sottolinea come non è la prima volta che Farage si dimette, l'ultima volta accadde nel maggio del 2015 dopo le elezioni generali.

Nigel Farage si è dimesso da leader dell'Ukip, il partito nazionalista britannico che è stato il principale promotore della Brexit. Come sapete, ha vinto il fronte del leave sull'onda di una campagna molto aggressiva sull'idea di un'Europa matrigna, cattivissima e capace di mettere sotto scacco la Gran Bretagna che, se liberata dai lacci di Bruxelles, potrebbe invece tornare a essere l'Impero della Regina Vittoria. Questa volta, ha però assicurato, non sarà così.

Nessun cambio nella politica economica dell'Europa, nessuno spazio di trattativa finché la Gran Bretagna non notificherà la sua uscita dall'Unione europea. Terzo a uscire di scena, almeno per ora, è Farage, vittima del suo trionfo. C'è una parte dei deputati fedeli a Corbyn che propone una mediazione interna svolta dalla leadership della TUC, il Trade Union Congress, i sindacati, che sono più vicini al leader ma hanno assoluto bisogno di un'opposizione che funzioni. Ma Farage, fedele al suo personaggio, non si era scomposto e aveva replicato: "Non mi dimetto ora dall'Europarlamento".

L'ex leader di Ukip ha anche sottolineato che la disconnessione del Labour Party nei confronti del suo elettorato popolare più tradizionale offre nuove possibilità di crescita per Ukip. Quest'ultimo ha infatti annunciato il proprio ritiro dalle primarie del partito conservatore nonostante fosse unanimemente considerato il favorito nella lotta per diventare primo ministro al posto dell'ex amico David Cameron. Ma non saranno né Johnson, né Cameron, né Farage ad occuparsene.

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