Corruzione a Roma, Alfano: "Inchiesta usata per fini politici, non riguarda me"

Un'auto della Guardia di Finanza

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"Cio' che i magistrati hanno studiato, ritenendolo non idoneo a coinvolgermi in alcun modo, viene usato per fini esclusivamente politici".

Angelino Alfano non dice nulla sull'assunzione del fratello alla Poste ma chiarisce solamente: "Le intercettazioni non riguardano me, bensì terze e quarte persone che parlano di me". E' quanto scrive nell'ordinanza il gip di Roma in riferimento al ruolo svolto da Raffaele Pizza nell'indagine che ha portato all'arresto di 24 persone. Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sulle carte dell'inchiesta della Procura di Roma per corruzione e riciclaggio, dalle quali emerge il suo nome. Tant'è che Sarmi stesso gliel'ha detto ad Angelino "io ho tolto 10 mila euro d'accordo con Lino (Pizza ndr) per evitare"... Raffaele Pizza si lamenta con Davide Tedesco, collaboratore del ministro al Viminale della richiesta del fratello del ministro e afferma: "Angelino lo considero una persona perbene, un amico".

Intanto l'amministratore di Poste Italiane Francesco Caio parlando ai cronisti fuori da Montecitorio ha commentato così le notizie sul fratello del ministro dell'Interno uscite nelle scorse ore: "Abbiamo letto i giornali e se questo è il quadro noi rappresentiamo una discontinuità rispetto al passato". Adesso va dicendo che la colpa e? la mia, che l'ho fottuto perche? non gli ho fatto dare i 170.000 euro...cioe? gliel'ho pure spiegato...poi te li facciamo recuperare...sai come si dice ogni volta...stai attento... pero? il motivo che non arriviamo a 170 e? per evitare che poi dice cazzo te danno fino all'ultima lira.

"Io rimango fermo a quanto valutato da chi l'inchiesta l'ha studiata e portata avanti e ha ritenuto di non coinvolgermi".

Pizza: "Hai la mia parola d'onore che questo (Alessandro Alfano, ndr) va dicendo in giro che io l'ho fottuto". Il resto - conclude il ministro - appartiene al lungo capitolo dell'uso mediatico delle intercettazioni. Diecimila euro magari te li recuperi diversamente'.

Tra i contatti eccellenti di cui può menar vanto, Pizza annovera un dirigente Inps che può farlo arrivare al presidente Tito Boeri (mentre discute di un appalto di un suo conoscente per il call center), oppure Berlusconi (presso cui, ad Arcore, ha introdotto un altro suo conoscente e sempre per appalti di digitalizzazione e call center), tramite Marcello Dell'Utri, omaggiato di diversi viaggi (sempre secondo l'accusa e le intercettazioni telefoniche). Nel corso della conversazione Pizza si sarebbe inoltre lamentato del fatto che Alessandro Alfano non era contento di avere come stipendio 160mila euro annui, poiché poteva raggiungere il tetto fissato a 170mila. I finanzieri lo ascoltano per mesi parlare al telefono e nel suo ufficio.

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