Usa, i Repubblicani attaccano: "Facebook ci censura"

Usa, i Repubblicani attaccano:

Usa, i Repubblicani attaccano: "Facebook ci censura"

Comincia così la lettera che John Thune, Presidente della Commissione Commercio, Scienza e Trasporti del Governo Usa, ha inviato a Mark Zuckerberg per invitare il boss di Facebook a chiarire la posizione del social network riguardo alla presunta censura delle notizie inerenti i conservatori americani. Gli ex dipendenti di Facebook hanno citato la scomparsa del volo Malaysia Airlines MH370 e gli attacchi a Charlie Hebdo a Parigi come due casi in cui le storie non erano diventate Trending Topics e per questo sono state "spinte" affinché lo diventassero. Inoltre, con 167 milioni di utenti solo negli Stati Uniti che si informano tramite la sezione Trending Topics, Facebook ha anche il potere di influenzare l'andamento delle elezioni presidenziali 2016. La sezione News di Facebook è stata lanciata nel 2014: la scelta delle notizie è fatta in parte da un algoritmo, in parte da giornalisti in carne e ossa. Intanto però lo "scandalo" ha provocato un dibattito serrato sulla natura stessa di Facebook, fra chi lo difende perché come media ha il diritto di editorializzare come crede, e chi lo accusa perché come strumento di comunicazione dovrebbe essere aperto a tutti e imparziale. La questione sollevata, quindi, si riferisce al fatto che questa selezione è avvenuta (avviene o avverrà, chissà) in maniera volontaria e secondo specifici obiettivi.

Ma la manipolazione non riguarderebbe solo la politica: talvolta i dipendenti ricevevano l'ordine di inserire tra le tendenze del momento notizie non ritenute importanti dall'algoritmo, ma solo per reggere la competizione sulle news in tempo reale con Twitter. Anche in Italia, dove sono 13 i siti di informazione che "influenzano" quello che ognuno di noi vede nel News Feed: Fanpage.it, Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Gazzetta, Libero, Mediaset.it, Msn.it, Rai.it, Sky.it, Tiscali e pure Virgilio.

Che i rapporti tra Mark ZUckerberg e, parte dei conservatori, non siano dei migliori, era già emerso da alcuni scambi di battute tra il Ceo del social network e Donald Trump negli ultimi mesi. Ma ci vuole anche una certa incoerenza di pensiero nel riporre aspettative d'integrità giornalistica in un sito di cui buona parte delle persone non si fida. Discorso che ovviamente varrebbe anche in ottica rimozione. Questa sezione altri non è che un elenco di notizie, presentate come quelle più discusse in rete, e accompagnate da un riassunto di 3 righe che viene proposto insieme alla presenza di un'immagine o da un video.

Il social network si è difeso attraverso il suo vicepresidente, Tom Stocky, che ha parlato di "linee guida rigorose per il team di revisione volte ad assicurare coerenza e neutralità". Queste linee guida non consentono la soppressione di prospettive politiche, né permettono la priorità di un punto di vista rispetto ad un altro o favoriscono una fonte in particolare.

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